Archivi del mese: luglio 2011

Vestito “Coccinelle”

Particolare dei bottoni del vestito coccinelle

Un’amica mi porta un vestito a cui è affezionata, che però a causa dei lavaggi e del sole ha perso il colore, e un po’ di forma. Mi chiede se posso fargliene un altro uguale.

Si tratta di un vestito bon ton nero (non ricordo la marca di quello originale), è di cotone un po’ spesso, con maniche leggermente a palloncino, tasche davanti. A me fa a venire in mente la divisa di una scuola puritana. A spezzare la severità dell’insieme tre coccinelle in plastica su una spalla donano un po’ di leggerezza a un capo che rischiava di essere un po’ troppo austero.

Particolare della tasca del vestito "Coccinelle"

Ho copiato la forma del vestito fintanto che era possibile posarlo sulla carta da modelli, per il resto ho dovuto ingegnarmi in altro modo.

Il bello di fare i vestiti da soli (o farseli fare) è che tu non debba sottostare alla dittatura della moda, poter rendere più personale un capo che possediamo, o poter far sì che ci stia meglio addosso (visto che a pochi stanno bene così come sono le taglie industriali

dei capi comprati in negozio), conosco la mia amica, e so che posso rendere quel vestito più vicino ai suoi gusti.

Particolare delle coccinelle del vestito "Coccinelle"

Contatto Valentina, la mia amica fornitrice di creazioni in pasta sintetica: “Mi fai tre coccinelle, massimo 1,5 cm, un po’ cicciotte da appuntare su un vestito?”, le mando le foto del capo originale a mo’ di esempio, ma non voglio che siano come quelle, mi fido del suo gusto e so che non rimarrò delusa. Le coccinelle infatti arrivano e sono perfette.

Rispecchiano i colori che più ama la mia amica (e sì che a Valentina neppure avevo dato indicazioni sui colori). Coccinelle in mano mi dirigo in merceria per comprare dei bottoni intonati con la coccinella lilla, anche nei bottoni ho deciso di non seguire l’esempio del capo originale, che erano neri.
Il risultato finale è quello delle foto.

Marzia.

Vestito coccinelle

Visione d'insieme del vestito "Coccinelle"


Camicia con collo alla coreana

Un’altro dei progetti meglio riusciti grazie alle Sartorie Riunite è la mia prima camicia!
La stoffa è di cotone rigato ed è un piacere lavorare con pezzi di questa dimensione, ne troppo grandi ne troppo piccoli.
Il modello è formato da due parti davanti, a cui si aggiungono due bordi di guarnizione tagliati nel verso opposto della stoffa, creando un contrasto “geometrico” decorativo; ci sono poi due liste di abbottonatura, per ciascun lato: una in cui vengono fatti gli occhielli e una in cui si attaccano i bottoni.
Il retro è formato da uno sprone (la parte sulle spalle) e la parte dietro, in cui viene fatta una piega centrale. Infine ci sono il colletto alla coreana, che ha una forma rettangolare leggermente stondata sugli angoli, le maniche e i polsini.
 
RINFORZO CON FLISELINA TERMOADESIVA
Alcune parti della camicia vanno rinforzate con la fliselina termoadesiva, una tela che si stira sul tessuto, rendendolo più rigido. Le parti da rinforzare sono il colletto, i polsini, la lista di abbottonatura e il bordo di guarnizione dello spacco manica.
La fliselina si trova di diverso spessore, per la camicia mi hanno consigliato un tipo abbastanza leggero, e io l’ho vista solo bianca o nera. Guardandola un po’ in obliquo si vede che un lato è più lucido; si tratta della colla che con il calore del ferro da stiro l’attacca al tessuto.
La fliselina va tagliata secondo il cartamodello del pezzo interessato, senza bordi e per metà altezza se si tratta di parti da ripiegare: ad esempio, se la lista abbottonatura è larga 4cm da ripiegare per un altezza finita di 2cm, allora la fliselina deve essere larga 2cm.
Ritagliati i vari pezzi, si appoggiano sul rovescio del tessuto, facendo attenzione a disporre verso il basso la parte “collosa” (altrimenti sporcate solo il ferro da stiro) … se per farla stare ferma mettete gli spilli attenzione alla capocchia in plastica!

Un passaggio particolare nella confezione della camicia è quello della guarnizione dello spacco manica .. non mi addentro nella spiegazione perchè per farlo ho dovuto seguire passo passo il tutorial del già citato sito Husqvarna Viking “La stanza del cucito”, senza il quale sarei stata persa perchè i passaggi non sono intuitivi e le spiegazioni della rivista sono (almeno per me) incomprensibili.
Irene