Archivi del mese: ottobre 2012

Casacchina dalla linea orientale e dallo stile occidentale (?!)

Delle mille cose che mi passano per la testa e che vorrei confezionare per me, questa sono riuscita a trovare il tempo per portarla a termine. I lavori che mi vengono commissionati hanno il vantaggio sui miei, ed io mi ritrovo con l’armadio che non si rinnova: non compro abiti nuovi, perché non mi piacciono al 100%, e non penso valgano il prezzo che te li fanno pagare, compro metri di stoffe che mi piacciono e che però restano nell’armadio ad ammuffire, informi e tristi. Ma questa volta mi sono ritagliata un angolino di spazio da dedicare a me, spronata dalla Prima Comunione di mia nipote e armadio e portafoglio vuoto per l’evento.

Ho un debole per l’Oriente, e da un po’ ho in testa di confezionare un kimono (progetto rimandato a data da decidere), e una casacca cinese, di quelle dalla chiusura asimmetrica su una spalla, collo alla coreana, e linea ben definita sul corpo. Non volevo i tessuti lucidi da raso di seta, uno perché non indosso seta, due perché volevo andare un po’ oltre alla solita visione di casacchina cinese (lucida, colori squillanti, fantasie macro fiorite o fantasy), no, no…
Illudendomi di essere la Coco Chanel dell’occasione (quando ha inventato i suoi celeberrimi tailleur, in tessuti eccentrici, come maglina e jersey), ho deciso di interpretare questo capo orientale, col mio occhio occidentale, dopo alcuni schizzi ha avuto la meglio il gessato profilato in rosso. Il dettaglio rosso su base principalmente nera mi piace, è sofisticato, eccentrico ed elegante insieme, non ti puoi permettere imprecisioni, si vedrebbero evidenziate alla massima potenza. Per l’occasione mi sono servita di un jersey di cotone, che oltre alle caratteristiche estetiche che avevo progettato unisce anche la comodità nell’indossare il capo.
Dalla base del corpetto lungo fino al bacino ho disegnato le modifiche che lo avrebbero reso il mio corpetto cinese, la chiusura asimmetrica, il collo alla coreana, la manica di 3/4 con lo spacchetto interno. Dal cartamodello sono passata alla prova su tela Guinea, che costa poco e posso vedere come rende il capo su stoffa, anche se ogni stoffa si comporta in maniera diversa, e la tela Guinea non somiglia nemmeno lontanamente al jersey elasticizzato, ma di sicuro dà meglio l’idea della vestibilità del capo che non la sua versione in carta. Infatti, indossandolo aveva qualche difetto: le pinces andavano scavate di più, il colletto prendeva una brutta linea, la base del collo dietro necessitava una pince. La versione corretta è stata poi riportata sulla stoffa vera e propria. Questo solo per quello che riguarda la parte visibile del capo, mentre invece per quello che non si vede, tra monture con le pinces e paramonture senza pinces, rinforzi in teletta termoadesiva… c’era da diventarci matta!

Benché adori la chiusura con gli alamari tipica di questi corpetti, al mio, per motivi di affinità stilistica, ho dovuto sostituirli con un altro tipo di chiusura, che mi sembravano più coerenti con la scelta della stoffa. Mettere questi accessori più tradizionali su un capo che volevo rendere più attuale, rischiava di farmelo tornare di un balzello indietro… scelta presa: fibbiette piccole, argentate. Per il cordoncino che profila le parti principali del capo ho rivestito un cordino con dello sbiechino rosso acceso. E con molta, molta pazienza l’ho fissato al capo…

Per non lasciare nulla al caso, e per sfruttare anche i pezzettini avanzati di stoffa ho deciso di confezionarmi anche una fascia per i capelli.

Marzia


Sommario La Mia Boutique Ottobre 2012

 


Copricostume dal Kenya

Mia cognata mi ha portato da un viaggio in Kenya un bellissimo pareo, ma quando in spiaggia ho provato ad indossarlo mi sono accorta che la dimensione mi creava qualche difficoltà: era troppo grande per annodarlo semplicemente sul fianco ma troppo corto per fare  il doppio giro e chiuderlo dietro. Peccato, perchè la consistenza e la fantasia (nonostante il maculato non sia tra i miei preferiti) mi piacevano …

Dopo averlo lasciato in un cassetto per un po’, visto che si trattava di un bel rettangolone di stoffa, mi sono decisa a trasformarlo in un abitino da usare come copricostume per andare al mare ed ho scelto un modello semplice e veloce (altrimenti sarebbe passata l’estate!): si tratta della casacca n. 115 di Burda Luglio 2012, allungata fino al ginocchio.

Questo modello, infatti, è molto semplice: due grossi rettangoli uguali di circa 55x85cm per le parti davanti e dietro ed un rettangolo di 150x7cm per la cintura. Le spalline, forse la cosa più complicata, sono due trapezi (in doppio) cuciti alle parti davanti e dietro mettendo il lato corto verso l’esterno e il lato più lungo all’interno … credo comunque che possano essere fatti a rettangolo senza cambiare troppo la riuscita del vestito.
In pratica è sufficiente fare l’orlo alle due parti davanti e dietro, cucire le spalline e cucire i due rettangoli insieme, dritto su dritto impunturando nel solco della cucitura dell’orlo, a partire da 20cm dall’alto e fino a dove si desidera lo spacco. Io ho aggiunto delle pieghe sullo scollo, due  davanti e una dietro, perchè mi sono accorta che era troppo largo quando avevo gia cucito le spalline e non avevo voglia di scucire questo tessuto sottile.
Per la cintura basta piegare il rettangolo a metà con il lato dritto all’interno, cucire lungo il lato lungo e uno dei lati corti, rivoltare e cucire a mano l’ultimo lato corto.

A seconda di dove si mette la cintura si ottengono risultati diversi, ma comunque è molto carino … con sotto una cannottierina e dei leggings alla fine l’ho messo anche per andare in ufficio.

Irene