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Halloween: circo da brividi (ma con stile)

Eccoci finalmente ad Halloween,  progetto (quasi) completato.

La festa a cui sono stata invitata aveva il tema “Horror Circus” e dopo un po’ di ricerca online ho deciso di realizzare un completo da domatore di leoni da uomo e un completo da donna che non saprei definire, un po’ bohemien che ricordasse gli elementi del circo.

Per il domatore di leoni ho creato una giacca con collo alla coreana e coda tipo frak. Come base ho usato il modello n° 138 di Burda Gennaio 2013 ed ho utilizzato una stoffa da tappezzeria rosso cupo con motivo floreale, usandola da rovescio cosicché prevalesse la parte più scura del disegno.
Per la coda ho cercato online e indicativamente è fatta come sotto (la lunghezza rappresenta la metà del centro dietro, da cucire lasciando uno spacco in fondo per agevolare i movimenti):

cartamodello frak

 

Ho anche foderata la giacca, sia per agevolare la vestibilità sia per creare una tasca interna. L’ho arricchita poi con della passamaneria dorata.

Per i pantaloni ho usato il modello n° 321 di La Mia Boutique Marzo 2011, stringendo un po’ la gamba (per velocizzare niente tasche nè passanti, abbiamo messo poi delle bretelle che comunque contribuivano all’effetto scenico del modello). Il tessuto utilizzato è un cotone da tovaglie a righe larghe panna e nero.

Il look è stato completato con un cappello a cilindro, camicia bianca, scarpe lucide e frusta … ed ecco il risultato.

halloween-dark-circus-man

Per il completo da donna sono partita da una gonna a mezza ruota, semplice e veloce, realizzata con cotone da tovaglie a righe panna e rosso cupo; ho creato poi un’arricciatura tirando una semplice filza e ho applicato a mano un cordone da tenda, che ricordasse un tendone da circo aperto.

Per dare volume alla gonna ho realizzato una sottogonna in tulle. All’inizio avevo sbagliato, arricciando il tulle e fissandolo ad un elastico alto; in questo modo però si creava tantissimo volume sul punto vita e mettendo la gonna sopra faceva davvero un brutto effetto.
Ho capito che in questo modo il tulle è carino se rimane a vista, ma se deve stare sotto è necessario che il volume inizi un po’ più in basso, quindi tra l’elastico (che si ferma sul punto vita) e il tulle ho creato una baschina di circa 15cm … e per far prima ho utilizzato un vecchio paio di boxer da uomo, tagliandoli sotto 😛

Ecco la foto (non troppo bella, lo so) di come fare il sottogonna per evitare l’effetto “ciambella”

sottogonna-tulle

Il pezzo successivo è un corsetto sottoseno e per farlo ho utilizzato come base il modello n°125 di Burda Settembre 2010; invece di creare l’apertura sul fianco con cerniera ho realizzato la classica apertura stringata sul dietro. Tutto il capo è in tessuto doppio (lo stesso dei pantaloni) e l’ho rinforzato con le stecche a metragggio, semplicemente cucendole con punto zig zag lungo le cuciture anteriori e posteriori.

Infine ho realizzato un colletto in tulle bianco e nero: è sufficiente prendere due rettangoli di tulle alti circa 15 cm (nel mio caso uno bianco e uno nero, di altezza leggermente differente) e cucirli arricciati su un nastro nero, che poi verrà legato dietro il collo.

Nel progetto originale era prevista una camicia bianca morbida, ma il tempo era finito ed ho ripiegato su una semplicissima t-shirt bianca.

Et voilà:

halloween-dark-circus-woman

Anche se il tempo era poco è stato molto divertente creare questi costumi: anche se non si è capaci di creare cartamodelli da zero (come me) è sempre possibile utilizzare qualcosa che si trova sulle riviste e modificarlo a piacimento, anzi direi che è molto più stimolante che trovare un cartamodello già pronto perché è il tocco personale che aumenta la soddisfazione!

Irene

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Non aprite quel … tulle!

Parte del mio costume di Halloween prevede un sottogonna in tulle parzialmente a vista, quindi mi sono cimentata nella realizzazione del mio primo tutù.
Anche se sarebbe più corretto definirla una gonna in tulle, perché ho scoperto che il tutù si realizza annodando tanti piccoli rettangoli di tulle su un nastro, ma questa è un’altra storia.

Io sto realizzando una gonna arricciata con elastico in vita ed ovviamente più strati di tulle ci sono più diventa vaporosa (e coprente).

Nel mio caso per un giro vita di 72cm circa ho preso due scampoli di tulle di 2,5 mt (altezza 1,40 mt).

Per quanto riguarda l’altezza io l’ho fatto di circa 50 cm: ho piegato il primo scampolo di tulle (che era già addoppiato, quindi alto 70 cm) a circa 15 cm; nella “piega” ho poi inserito il secondo strato di tulle (ho usato due colori, bianco e nero) anch’esso piegato un po’ meno della metà, diciamo circa 30 cm. Ho così ottenuto 12 strati suddivisi in quattro balze più o meno simili (è pur sempre un costume!!).

strati-tulle

Ho usato la lunghezza del tessuto per il giro vita, arricciandola con il metodo della doppia filza: si creano due file di filza parallele a circa 1 cm di distanza, si fissano due estremi e si tirano gli altri fino a raggiungere la lunghezza desiderata, dopodiché si fissano anche questi.

tulle-doppia-filza

Il passaggio successivo sarà quello di cucire il tulle ad un pezzo di elastico nero alto, lungo pari al giro vita o leggermente inferiore. Infine cucirò lungo il fianco, elastico compreso.

Non si tratta di un lavoro complesso, ma ammetto che non è nemmeno banale, soprattutto in base al livello di precisione finale desiderato.
Un unico consiglio: il tulle (per lo meno dove mi servo io) viene venduto già addoppiato … se non avete necessità di lavorarlo in un solo strato resistete alla tentazione di aprirlo, perché poi ripiegarlo sarà un inferno!

Irene


Dritto filo for dummies

tessuto a righe


Lavori in corso: preparando Halloween

Non che sia una festa che amo … anzi non la “sento” proprio, ma se ti invitano ad una festa che promette di essere spettacolare vuoi andarci in borghese?

Quale migliore occasione per realizzare due completi (uomo e donna) – 8 pezzi in tutto – in tre settimane??

tessuto-tappezzeria-halloween

Il primo è praticamente andato, mancano solo le decorazioni da applicare a mano … sotto con il prossimo!

Irene


Cosplay d’altri tempi

Un titolo appropriato, sia perché questo costume riporta in dietro di qualche secolo, sia perché è stato realizzato in tempi record.

A tre settimane dal’inizio di Lucca Comics mi è stato chiesto se sarei riuscita a realizzare il costume che Anne Hathaway  indossa nel film Becoming Jane  … è stato un piacere e una sfida!

Il modello in realtà non è molto complicato, si tratta di un abito stile impero, con scollatura quadrata e una grande piega sul dietro … probabilmente questa piega ha un nome preciso e si realizza con una tecnica sartoriale apposita, ma nonostante la mia esperienza limitata credo di essere riuscita a creare lo stesso effetto.

L’abito è realizzato in cotone, quello per lenzuola e si stropiccia che è una meraviglia (come quello del film!) … e si restringe tantissimo a lavarlo, quindi è vietato dimenticarsene prima di tagliare!

Anche se i tempi erano stretti ho voluto foderare la gonna e il corpetto è doppiato. Gli orli e le rifiniture interne sono state eseguite a mano con punto nascosto, affinché il risultato finale fosse preciso e di qualità.
L’abito è completato da una fascia in vita e una foulard bianco.

Irene


Foderare cuscini

Il lavoro di oggi riguarda la realizzazione di fodere per i cuscini di un divanetto e poltrone da esterni che mia cognata ha messo nel suo agriturismo, il cui colore originario – arancione – stonava un po’ con l’ambiente circostante, che è davvero bellissimo (guardate con i vostri occhi: http://www.poderepietraposa.com)

Premetto che non ho l’esperienza necessaria per fare un tutorial, si tratta semplicemente di farvi vedere come li ho realizzati … se qualcuno avesse dei suggerimenti per far meglio sono ben accetti!

Non essendo in vena di maneggiare cerniere ho deciso di chiudere la fodera con una striscia di stoffa applicata, che formasse una specie di “cappuccio” all’estremità.
La stoffa che ho usato è quella per tovaglie cerate antimacchia, perchè resistente, si pulisce facilmente ma più leggera e con fantasie più “campestri” rispetto ai tessuti per tende da esterno.
Ho preso un pezzo lungo 2,30 mt per 1,80 mt di altezza e l’ho praticamente diviso a metà; dal primo pezzo in doppio ho ricavato i due lati del cuscino grande rettangolare, il ripiego del cuscino grande (uno solo) e i due ripieghi dei cuscini piccoli; dal secondo pezzo, sempre in doppio, ho ricavato i due lati dei cuscini piccoli a forma di trapezio.
Rispetto alle misure dei cuscini originari ho aggiunto 1 cm di “vestibilità” e 2 cm per lato come margine di cucitura.

Il procedimento poi è identico per tutti e tre i cuscini.
Per cucire ho usato del filo color panna in poliestere e ago per macchina da cucire 90/14.

Si parte dal ripiego e si rifinisce a zig zag il lato inferiore. Quindi si piega e si cuce l’orlo perchè questa parte rimarrà a vista sul retro del cuscino.
(Siccome la stoffa è decisamente rigida non ho imbastito le cuciture, ma solo appuntato gli spilli e cucito direttamente a macchina)

Poi si appoggia il ripiego sul lato più corto del pezzo a forma di trapezio, dritto contro dritto, e si esegue una cucitura dritta a circa 1,5 cm dal margine; quindi si passano a zigzag i due margini già accoppiati.

Si sovrappone l’altro lato del cuscino e si cuciono i tre lati (escluso quello dove abbiamo applicato il ripiego, che sarà l’apertura). Sugli angoli inferiori la cucitura sarà leggermente stondata.
Si esegue lo zigzag a circa 1 cm dalla cucitura appena fatta e con le forbici si taglia la stoffa in eccesso, facendo attenzione a non incidere il filo.

A questo punto si può rivoltare la fodera e inserire il cuscino, rivoltando ulteriormente il ripiegoverso l’esterno.
Per far si che la chiusura stia perferettamente chiusa, anche quando c’è la pressione esercitata dal peso di una persona seduta, ho applicato un automatico al centro del ripiego, cucendolo all’orlo cosicchè non si vedessero i fili della cucitura.

Ed ecco il confronto tra il prima e il dopo!

Irene


Cooking Cristina

Ecco cosa mi è venuto in mente da regalare ad una mia amica.

I tempi sono quello che sono, ed io sono noiosa nello scegliere le cose e nel rimanerne completamente soddisfatta. Fare le cose artigianalmente (come ho già scritto qualche post fa) ti permette di creare un prodotto ad hoc per le tue necessità, e per quello che hai in mente. In questo caso la destinataria è Cristina, l’evento è il suo compleanno. Una volta deciso che avrei voluto regalarle qualcosa confezionato da me, ho deciso anche che dovesse essere qualcosa che non necessitasse di prenderle le misure, altrimenti addio alla sorpresa.

Un grembiule!

Sta quasi diventando la mia specializzazione! Ma ha un sacco di vantaggi: è utile, te la cavi anche con poca stoffa, non è fondamentale prendere le misure, puoi giocare con una miriade di dettagli che lo rendano adatto alla persona che lo indossa, e se avanza della stoffa puoi aggiungere altri elementi per la cucina, che risulteranno poi tutti simpaticamente abbinati, come tovagliette all’americana, presine, centri tavola, stoffe per i cestini del pane, ecc…

Per Cristina ho comprato della stoffa a quadri nel reparto tovaglie (come ormai è mia consuetudine), le tovaglie hanno tipi di tessuti che si prestano bene anche e soprattutto per un grembiule, come la resistenza, le fantasie che rispecchiano l’ambiente della cucina (da quelle più “serie” a quelle più “giocose”), sono spesso anti strappo, anti macchia e resistenti al candeggio.
Quella che ho scelto io è anti macchia (importante per una tovaglia, ma forse ancor di più per un grembiule), è abbastanza seria nella fantasia, perché ho deciso di rendere il capo originale nei dettagli.
Per la tasca ho pensato di usare della tela Guinea, come quella che si usa per fare i modelli prima di usare la stoffa definitiva, mi piace la consistenza al tatto, il tono del colore piuttosto neutro e che si abbina a quello a quadri del grembiule, ho avuto l’idea di dipingerci sopra qualche immagine divertente di Cooking Mama. Alla mia amica piacciono i video games, e l’immagine di Cooking Mama è perfetta per finire sul grembiule di una novella cuoca!

La Rete offre l’imbarazzo della scelta, bravura sta nel districarcisi e riuscire a selezionare una sola immagine. Con qualche aiuto la scelta è ricaduta sulla versione animalista proposta dalla PETA, che è negativa, e polemica nei confronti della cuoca del video game, ma anche piuttosto ironica e simpatica da finire sul grembiule della mia amica (che per fortuna possiede senso dell’umorismo).

Coi colori per la stoffa ho dipinto l’immagine sul pezzetto di tela Guinea, una volta asciutti li ho fissati col ferro da stiro, così da essere resistenti anche ai lavaggi.

Anche per il laccio al collo ho voluto sbizzarrirmi, e questo perchè ho cercato di rimanere leggera, oltre che nella stoffa, anche nella forma del grembiule. Troppi dettagli o elementi appariscenti, rendono il capo barocco e fanno perdere di vista il dettaglio di stile, che magari è il punto di forza.
Il laccio non si lega dietro al collo, come i grembiuli comuni, ma tramite due anellini di metallo che fanno le veci di una fibbia, qualcosa di simile a ciò che si trova per gli zaini o per le cinture.

Mi piace prendere spunto da vari ambienti, non rimanere fossilizzata nell’ambiente meramente “moda”; perchè non sbirciare nell’arredamento, negli accessori, nella nautica, o, perché no? Nella natura stessa, per avere ispirazione e portare dettagli e novità nell’abbigliamento?

Marzia