Sommario La Mia Boutique Marzo 2014

LaMiaBoutiqueMarzo2014


Cocò vecchia volpe!

Non so se sia corretto identificare questo tipo di giacche con la mitica stilista francese, ma di fatto sono una sua creazione ed è il modo più immediato per rendere l’idea.

Chiarito l’oggetto ecco il mio ultimo lavoro, una giacca tipo chanel in un tessuto che ho difficoltà a definire. Potrei dire bouclè perchè gli assomiglia, però è un tessuto doppio, nel senso che trama e ordito in lana (?) che si vedono sul dritto sono “appoggiati” su un altro stato di tessuto nero … il risultato è che la stoffa è decisamente rigida e mi è sembrata perfetta per una giacca.

Era tanto che volevo un modello di questo tipo … un po’ perchè è sempre di moda, un po’ perchè amo usare alcuni capi “da signora” e mescolarli con qualcosa di più casual. Per questo in particolare ho usato il modello n. 123 di La Mia Boutique di Gennaio 2012, senza fare le tasche e senza usare un bordo sfrangiato (credo sarebbe quasi impossibile trovare un tessuto e un bordo dello stesso colore).

chanel

Siccome ripiegare questa stoffa così spessa sarebbe stato arduo e non di bell’effetto ho usato la cimosa della stoffa per il bordo inferiore e ho lasciato tutti gli altri bordi sfrangiati, fissando il tutto con una passamaneria color ocra per evitare il completo disfacimento della giacca.

chanel-particolareSempre a causa dello spessore i ripieghi interni del collo e delle parti frontali della giacca non sono del medesimo tessuto (che oltretutto scivola poco) ma in velluto. Non ho usato fliselina.

La cosa che mi ha colpito di più nella confezione è che la rivista suggerisce un metodo per attaccare le maniche che non avevo mai usato ma che si è rivelato più semplice: prima si attacca la manica al giro manica aperto e poi si chiude il fianco con un’unica cucitura dall’orlo al polso.

Realizzare questa giacca è stato facile e decisamente veloce (ho potuto usare quasi sempre la taglia e cuci, rifinendo e unendo le parti in un unico passaggio) quindi non mi resta che ringraziare la furbizia (e il genio) della signora Chanel.

Irene


Strumenti per il cucito: il piedino per orlo invisibile

Per cucire a macchina non servono grandi accessori e quelli in dotazione sono generalmente sufficienti per realizzare qualsiasi progetto.

Detto questo, però, ci sono una serie di optional che possono velocizzare il lavoro, in primis i piedini.
Il mondo dei piedini per le macchine da cucire è vasto e variegato, ci sono piedini di cui ignoro l’esistenza e l’utilizzo, ma ne ho alcuni che trovo veramente utili e vorrei condividere la mia esperienza.

Tra questi c’è il piedino per orlo invisibile, che io ho trovato in dotazione con la macchina (Brother Innovis 10) ma che non sempre è compreso.
Nel mio caso è contrassegnato dalla lettera “R” ed ha una specie di lamina sotto. E’ fatto per cucire con l’ago spostato a destra o sinistra: fate attenzione a non lasciare l’ago centrale perché si spezzerebbe sulla barretta metallica.

piedino-r-fronte
piedino-R

L’orlo invisibile a macchina, per la mia esperienza, non è molto semplice da eseguire e viene bene solo su tessuti spessi.
Una volta che avete appuntato/imbastito la stoffa dovete girare il bordo ripiegato verso il basso; verso l’alto apparirà solo il rovescio del tessuto con una piega verso sinistra.

stoffa1
stoffa2
Impostate il punto sulla macchina da cucire (vedi foto sotto) e accostate la lamina del piedino a questa piega: l’ago effettuerà dei punti dritti sullo strato singolo del ripiego e ad intervalli regolari creerà uno zig zag sulla parte ripiegata.

punto-orlo-invisibile

Quando fa questo punto diagonale, in teoria, l’ago dovrebbe prendere solo pochi millimetri di stoffa proprio sulla piega (per questo servono stoffe spesse).

orlo-invisibile

Io ammetto di averlo usato solo una volta e non tutti i punti diagonali sono andati a buon fine: a volte non sono riuscita a “prendere” la stoffa sulla piega, altre l’ago è andato troppo in profondità e il punto si vedeva sul dritto del lavoro.

C’è però un altro utilizzo che io faccio di questo piedino e con cui lo sfrutto molto di più: poiché non sono ancora molto brava a fare cuciture drittissime, quando posso utilizzo questo piedino per impunturare.

impuntura
Accosto la lamina al bordo, imposto il punto dritto laterale (più o meno vicino a seconda di come voglio che venga l’impuntura) e quindi procedo facendo scorrere la stoffa ben aderente alla lamina. A prova di principiante!

Irene


Ancora libri di cucito: “How to use, adapt and design sewing patterns” di Lee Hollahan

Un’autodidatta di cucito come me può realizzare tante cose se c’è passione e divertimento dietro, ma personalmente sento spesso la mancanza di aver seguito un corso, soprattutto quando vorrei rifiniture a regola d’arte e capi che cadano a pennello.

Però purtroppo non è facile poter seguire un corso,  vuoi perchè non si ha tempo oppure non ce ne siano nella propria zona o siano troppo costosi. Ho sentito infatti di corsi che che si aggirano intorno ai 700 euro e persone che li hanno frequentati che non ne erano pienamente soddisfatte perchè non abbastanza seguite dall’insegnante.
Io penso che sarebbe fantastico poter seguire un bravo professionista, capire come lavora, osservare le tecniche, ma anche questa soluzione è difficile da mettere in pratica perchè bisogna trovare un sarto o una sarta disponibili a perdere un po’ di tempo …

Per questo sono sempre alla ricerca di libri e manuali che possano venire in mio soccorso.

Qualche anno fa ho acquistato on line “How to use, adapt and design sewing patterns” di Lee Hollahan, un manuale in inglese che promette di insegnare ad usare i cartamodelli, di adattarli alle proprie misure e infine di crearne di personalizzati a partire da cartamodelli base da ricalcare e ingrandire dalle pagine del libro stesso.

sewing patterns lee hollahan

Ora io ammetto di essermici dedicata poco, ma in generale trovo questo tipo di consigli non facile da mettere in pratica per alcuni motivi:

– non sono mai sicura delle mie misure, sia perchè oscillano periodicamente sia perchè prendendole da sola è quasi impossibile siano precise
– non sempre è facile individuare il punto preciso dove applicare la modifica
–  il tessuto usato per il modello di prova in genere è una tela, ma se il capo finale ha una stoffa di un’altra consistenza possono verificarsi difetti diversi

ma soprattutto a volte non capisco proprio quale sia il difetto! mi capita con i pantaloni: vedo che il modello non cade bene ma non riesco a ricollegare il problema a quello presentato dai manuali per applicare le varie correzioni.

Ovviamente questo non è un commento negativo su questo libro, ma una difficoltà che io provo in generale, a conferma che bisognerebbe poter osservare dal vero come si corregge un cartamodello. In mancanza di questa possibilità: provare, provare, provare.

Irene


Sommario La Mia Boutique Febbraio 2014

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Lavori in corso: giacca “chanel”

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Ci siamo quasi, ormai mancano solo le rifiniture …

Irene


Sommario La Mia Boutique Gennaio 2014

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